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La DuPont (E.I. du Pont de Nemours and Company) è un'azienda chimica tra le più note al mondo.

È una società fondata a Wilmington (Delaware) nel 1802 da Eleuthère Irénée du Pont, allievo di Antoine Lavoisier. Presente in oltre 70 paesi, offre una vasta gamma di prodotti e servizi destinati a una varietà di mercati che includono agricoltura e alimentazione, arredamento e costruzioni, elettronica e comunicazioni, sicurezza e protezione, trasporti. Il Nylon è stato inventato dalla DuPont.

È titolare di numerosissimi marchi e brevetti per processi e materie chimiche tra cui il Biomax, Butacite, Corian, Cromalin, Delrin, Hytrel, Kevlar, Nomex, Neoprene, SentryGlas, Solae, Sorona, Surlyn, Teflon, Tyvek, Zodiaq e Zytel. È anche una delle aziende più note nel settore delle pile a combustibile in quanto produttrice del Nafion, impiegato nelle membrane.

Prodotti creati Modifica

DuPont in Italia Modifica

DuPont ha iniziato le attività in Italia sin dagli anni '50, utilizzando inizialmente rappresentanti e importatori (tra cui la G.O.I. General Overseas Italiana), e poi dal 1964 con una presenza diretta in sussidiaria "Du Pont de Nemours Italiana SpA". L'offerta di prodotti DuPont sul mercato italiano era molto diversificata: fibre tecniche, polimeri, prodotti chimici, vernici, fitofarmaci, sistemi per la stampa e l'editoria, lastre da stampa, prodotti per l'industria elettrica ed elettronica, prodotti antiaderenti...

La sede di Milano è stata sino all'inizio degli anni '80 in piazzale Loreto, occupando l'edificio a vetri visibile da corso Buenos Aires. Nella fase di maggiore espansione, negli anni '80 e '90 la sede fu spostata a Cologno Monzese, in via Volta 16, occupando un immenso palazzo con oltre 400 persone.

DuPont in Italia si è sempre contraddistinta per le eccellenti iniziative di pari opportunità per ogni collaboratore e per gli innovativi programmi di sicurezza aziendale e personale, assistenza sanitaria per tutti i dipendenti, pensioni integrative (molti anni in anticipo rispetto a ogni normativa italiana) e ogni genere di assistenza, sino a essere definita dal Corriere della Sera "l'azienda che coccola i dipendenti".

DuPont eliminò dalla metà degli anni '90 le 'timbrature' per tutti i dipendenti, lasciando ampia libertà di lavoro e dimostrando che il rendimento aumentò notevolmente. Fu una delle prime aziende che incentivò i dipendenti e i loro familiari a smettere di fumare, premiando in denaro i dipendenti che riuscivano a smettere e sostenendo i costi (cure, cerotti, corsi di psicoterapia) per raggiungere l'obiettivo. Era anche disponibile una palestra interna, con istruttori di aerobica, yoga e relax.

Con molte filiali sparse in giro per l'Italia (Bolzano, Bologna, Firenze, Roma, e molte altre) e fatturati scintillanti, gli anni '90 vedono la multinazionale che inizia a effettuare dei cambiamenti, sino al cambio completo di rotta iniziato nel 1999[1]. Dal 2000 si avrà un declino costante, e oggi DuPont Italia è solo un piccolo (comparato con la ex sede di Cologno) ufficio a Cernusco sul Naviglio, sempre nei pressi di Milano, e un paio di sedi per i prodotti agricoli nel cremonese. Chiusa anche la gloriosa fabbrica di Bolzano[2]

Anche Lycra (un filato elastomerico per la produzione di calze, collant, abbigliamento, costumi da bagno e sportswear), uno dei prodotti di punta dell'azienda che ha visto in Italia le vendite migliori al mondo, contribuendo significativamente al mondo tessile italiano (e arricchendo in modo spropositato i famosi "calzettai" di Castel Goffredo nel mantovano) fu ceduto a un'altra azienda nel 2004, che ne ha sbriciolato la fama. Tale era la popolarità di Lycra in Italia (specialmente nel settore dei collant) che Adriano Rodella, creatore del marchio 'Filodoro' dette tale nome all'azienda (oggi parte del gruppo Golden Lady) proprio in onore al filato Lycra DuPont, sia perché costava moltissimo, sia perché permetteva alle aziende che lo usavano di moltiplicare i profitti.

Una curiosità: le pellicole cinematografiche DuPont furono largamente impiegate nell'Italia del bianco e nero, i film girati su pellicola DuPont (pancro C4 e C6) hanno una resa visiva e una pastosità del bianco/nero imbattibile. Erano pellicole di qualità eccezionale, molti film del neorealismo italiano e quasi tutti i film di Totò sono girati su pellicole DuPont, utilizzate anche da Federico Fellini e altri grandi maestri. Purtroppo DuPont uscì dal mercato con l'arrivo del colore.

Molto attivi in Italia erano anche i reparti 'X-Ray', dove DuPont fu fornitore della maggior parte degli ospedali italiani con le eccellenti pellicole per radiografie Cronex, Quanta e Ultra-Vision, consentendo di ridurre enormemente la dose di raggi emessa per ottenere immagini diagnostiche ottimali. Anche questi reparti furono dismessi negli anni 90.[3]

Tra i progetti mai realizzati di DuPont Italiana, oltre a una filatura di elastomero Lycra in Italia, c'era la costruzione al Sud di un impianto per la produzione di compact disc, alla cui nascita DuPont contribuì: l'idea era quella di utilizzare l'alluminio della Ilva per il substrato riflettente, e annettervi una produzione di policarbonato DuPont per il disco. L'ostracismo per le aziende chimiche (anni '80) in Italia, anche dopo il disastro di Seveso negli anni '70, impedì a DuPont di trovare un luogo adatto e il progetto fu cancellato.

Note Modifica

  1. Il colosso Usa Dupont cambia pelle Meno chimica, piu' ambiente e high tech
  2. La “Dupont” lascia Bolzano, presa di posizione degli assessori competenti | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige
  3. [1] - [2]

Collegamenti esterni Modifica

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