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Exor S.p.A. (stilizzato EXOR) è una holding finanziaria italiana controllata dagli eredi delle famiglie Agnelli e Nasi attraverso la Giovanni Agnelli e C. S.a.p.az. Detiene partecipazioni di controllo in Fiat Chrysler Automobiles, CNH Industrial, Cushman & Wakefield. È il 2º gruppo economico italiano per fatturato e 24º mondiale.[1]

Partecipazioni Modifica

Exor S.p.A. è l'attuale azionista di maggioranza di Fiat Chrysler Automobiles e di CNH Industrial (poco meno del 30% per entrambe), oltre che della Juventus Football Club (63,77%).

Exor controllava anche il gruppo Alpitour, venduto nel dicembre 2011.

A giugno 2013 ha poi anche venduto l’intera partecipazione che deteneva, da 13 anni, in Société Générale de Surveillance.

Ha inoltre, attraverso la holding lussemburghese Exor S.A., diverse partecipazioni internazionali in settori diversificati.[2]

Principali azionisti Modifica

Azionisti rilevanti (con quota superiore al 2%) della Exor S.p.A. al 28 gennaio 2014:[3]

Storia Modifica

La società è stata fondata il 27 luglio 1927 con il nome di "Istituto Finanziario Industriale" dal senatore Giovanni Agnelli[4] allo scopo di riunificare sotto un'unica società le varie partecipazioni da lui acquisite, principalmente in settori industriali.[5]

Quotata alla Borsa di Milano nel 1968 mediante OPV che ebbe un grande successo ma che riguardava solo azioni privilegiate,[6] la holding finanziaria è controllata tramite la Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a. dalle famiglie Agnelli, e Nasi, dirette discendenti del senatore Giovanni Agnelli.

Fino al 2003, ovvero prima del riassetto deciso da Umberto Agnelli, a IFI S.p.A. facevano capo tutte le principali partecipazioni del gruppo; dopo il riassetto del 2003, la Finanziaria di Partecipazioni Ifil S.p.A. mutò denominazione in Ifil Investments e da quel momento assunse tutte le partecipazioni dell'IFI ad eccezione di Exor Group, diventando di fatto la vera holding operativa del gruppo.

Nell'ottica di semplificare la catena di controllo di Fiat Group, le assemblee straordinarie delle due società, tenutesi il 1º dicembre 2008, hanno deliberato la fusione per incorporazione di IFIL in IFI. L'atto di fusione è stato stipulato il 20 febbraio 2009 ed ha avuto effetti civilistici dal 1º marzo 2009, mentre gli effetti contabili e fiscali hanno avuto effetto retroattivo dal 1º gennaio 2009. Contestualmente la società ha cambiato denominazione in "Exor S.p.A."[7]

Nel 2013 Exor ha semplificato la struttura del suo capitale, che è ora composto da una sola classe di azioni (ordinarie).

Situazione finanziaria ed economica ante fusione Modifica

Alla data di efficacia dell'incorporazione di IFIL (1º gennaio 2009), il gruppo Exor (allora IFI) aveva un capitale investito consolidato di 7,75 miliardi di , con un patrimonio netto consolidato di 5,43 miliardi di €. Nell'esercizio 2008 aveva sviluppato un fatturato consolidato di 2,66 miliardi di €, chiudendo l'esercizio con un utile netto consolidato di 428 milioni di €.

Alla stessa data la capogruppo aveva un capitale investito di 2,27 miliardi di €, di cui 2,24 miliardi era il valore di carico delle partecipazioni, con un patrimonio netto di 1,89 miliardi di €. L'esercizio 2008 è stato chiuso con un utile netto di 49 milioni di €, frutto in particolare di dividendi da partecipate per 72,7 milioni di €.

Nell'esercizio 2008 il gruppo Exor ha occupato mediamente 17 885 dipendenti, di cui 14 in organico alla capogruppo[8].

Consiglio di amministrazione Modifica

Consiglio di amministrazione in carica al 2 agosto 2013:[2]

  • John Philip Elkann - presidente/amministratore delegato
  • Tiberto Brandolini d'Adda - vicepresidente
  • Alessandro Nasi di Villapaciosa - vicepresidente
  • Andrea Agnelli - consigliere
  • Vittorio Avogadro di Collobiano - consigliere
  • Franzo Grande Stevens - consigliere
  • Giuseppina Capaldo - consigliere
  • Luca Ferrero Ventimiglia - consigliere
  • Mina Gerowin - consigliere
  • Jae Yong Lee - consigliere
  • Sergio Marchionne - consigliere
  • Lupo Rattazzi - consigliere
  • Giuseppe Recchi Bazzani - consigliere
  • Eduardo Teodorani-Fabbri - consigliere
  • Mike Volpi - consigliere

Note Modifica

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  4. Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, p. 68
  5. La gran maggioranza del capitale risultava a nome di Giovanni Agnelli, del figlio Edoardo e della figlia Aniceta, mentre quote puramente rappresentative furono sottoscritte dalle famiglie Pirelli e Borletti (Angiolo Silvio Ori, Storia di una dinastia Gli Agnelli e la Fiat, Editori Riuniti, Roma, 1996, ISBN 88-359-4059-1, p. 141)
  6. Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, p. 209
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Bibliografia Modifica

  • Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, Mondadori, Edizione 2003, ISBN 88-04-51768-9

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