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Ferrari S.p.A. è una casa automobilistica italiana, fondata da Enzo Ferrari, che produce autovetture sportive d'alta fascia e da gara; essa gestisce, tra l'altro, una delle più titolate squadre sportive impegnate nelle competizioni automobilistiche del mondo, la Scuderia Ferrari. La sede dell'azienda è situata a Maranello in provincia di Modena, dal 2014 è guidata da Sergio Marchionne, già amministratore delegato di Fiat S.p.A.

Il simbolo ufficiale, un cavallino rampante, deriva da quello dell'aviatore romagnolo ed asso della prima guerra mondiale Francesco Baracca (1888-1918), ceduto personalmente dalla madre nel 1923 come portafortuna a Enzo Ferrari e da allora diventato emblema del marchio Ferrari e dello stesso reparto corse.

Nel 2013 e 2014 il marchio Ferrari viene riconosciuto come il più influente al mondo: è il 35° marchio con più valore, ossia quattro miliardi di dollari.[1][2]

Storia Modifica

File:Ferrari Werke.JPG
File:Ferrari 360.jpg
File:Ferrari599 A6 1.JPG

La nascita della Ferrari viene talora fatta coincidere con la fondazione, nel 1929 a Modena, della S.A. Scuderia Ferrari, ma la Scuderia non produceva proprie automobili, era soltanto la responsabile della messa a punto di quelle dell'Alfa Romeo, che allora partecipavano a diverse competizioni.

La casa costruttrice nacque ufficialmente il 13 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. Le sue prime commissioni furono la costruzione di componenti per velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture divenne l'attività principale.

La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, fu la Auto Avio Costruzioni 815 datata 1940, mentre la seconda, sempre in soli due esemplari, fu la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947, e fu guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore Ferrari[3]. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse: clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite.

Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambiò denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1969 la Ferrari SpA entrò a far parte del gruppo FIAT[4]. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario divenne per il 90% della FIAT mentre la parte restante rimase al figlio Piero Lardi Ferrari, restato anche all'interno del team aziendale come vice presidente. In questo periodo i marchi Ferrari e Scuderia Ferrari iniziarono a essere usati per una vasta gamma di prodotti: capi di abbigliamento, orologi, occhiali, profumi, ecc.

Nel 2006 il 5% delle azioni è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, società che ha promosso anche la costruzione del Ferrari World ad Abu Dhabi. FIAT è poi ritornata in possesso di questo 5% nel corso del 2010[5].

Il 18 maggio 2012 a Shanghai (Cina) il cavallino rampante ha inaugurato il primo museo Ferrari fuori dai confini Italiani. Al taglio del nastro, avvenuto nello Shanghai Italian Center, erano presenti le istituzioni italiane e cinesi.

Il 10 settembre 2014 viene annunciato dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles che Luca Cordero di Montezemolo lascerà su sua richiesta la Presidenza della Ferrari a conclusione del festeggiamento dei 60 anni di Ferrari in America. Al suo posto arriverà Sergio Marchionne, già amministratore delegato di FCA. Il 29 ottobre 2014 è stata annunciata la decisione di scorporare entro il 2015 Ferrari da FCA e di quotare, per un massimo del 10% del capitale del marchio, Ferrari a Wall Street e su un altro mercato europeo. Il massimo di azioni collocabili è stato fissato a 100 milioni di Euro.[6].

Le corse Modifica

Template:Vedi anche La vera passione di Enzo Ferrari, nonostante gli ottimi affari derivanti dalla vendita di autovetture, è stata sempre la corsa. La sua Scuderia era iniziata come uno sponsor indipendente per piloti di varie macchine, ma divenne presto parte del team corse dell'Alfa Romeo. Dopo l'uscita di Enzo Ferrari dall'Alfa, egli iniziò a progettare e produrre vetture per proprio conto; il team Ferrari apparve per la prima volta sulla scena di gran premi europei dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima monoposto costruita dalla Ferrari, la "125", debutta al Gran Premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino, pilotata dal francese Raymond Sommer che si qualifica terzo alle spalle di Wimille (Alfa Romeo) e Villoresi (Maserati).

File:F1 ferrari -fianco- al FERRARI STORE MILANO.jpg

La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco. José Froilan González diede al team la sua prima vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951. Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo l'anno successivo.

La Ferrari è, ad oggi, l'unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1 e, soprattutto, quello con il maggior numero di successi: vanta il record di 15 titoli di Campione del mondo piloti (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, e nel 2007), il record di 16 titoli di Campione del mondo costruttori (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, e nel 2008) ed il record di 221 vittorie in un Gran Premio (aggiornato al giugno 2013).

Tra i piloti famosi che hanno corso per la "Rossa": Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Clay Regazzoni, Niki Lauda, Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Michele Alboreto, Alain Prost, Nigel Mansell, Ivan Capelli, Michael Schumacher, Gerhard Berger, Jean Alesi, Eddie Irvine, Rubens Barrichello, Felipe Massa, Kimi Räikkönen, Fernando Alonso e Sebastian Vettel.

Il 14 gennaio 2007 la Ferrari ha presentato la F2007, la sua 53° monoposto, la prima dopo l'era Schumacher. Il 18 marzo a Melbourne, con Kimi Räikkönen, la Ferrari ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2007 con una vittoria.

Il 21 ottobre a San Paolo la Ferrari si è aggiudicata il suo 15º titolo mondiale piloti con Kimi Räikkönen. Particolare significato ha assunto la vittoria, arrivata in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory, poiché alla vigilia la situazione in classifica vedeva i due piloti McLaren, Hamilton ed Alonso, precedere il finlandese rispettivamente di 7 e 3 punti. Ma grazie a una doppietta Räikkönen-Massa, e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa, che lo relegarono nelle retrovie, Räikkönen scavalcò i rivali della scuderia anglo-tedesca in classifica, vincendo il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. La Ferrari aveva già vinto anche il titolo costruttori, arrivato in Belgio dopo la cancellazione dei punti della McLaren nel campionato marche per la vicenda di spionaggio ai danni della scuderia di Maranello. Con i risultati ottenuti nella gara del Brasile, la Scuderia Ferrari avrebbe vinto il campionato anche se non fossero stati cancellati i punti alla McLaren.

Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò anche la costruzione di un'autovettura per la partecipazione al campionato di Formula Indy e alla 500 miglia di Indianapolis, in risposta alla FOM, che non accettava alcune richieste di Ferrari per il nuovo Patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere la scuderia abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per le gare americane, Bernie Ecclestone accettò le richieste di Ferrari, così la vettura non venne mai utilizzata in gara.

Il "Cavallino Rampante" Modifica

Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il Cavallino Rampante nero in campo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.

File:FBaracca 1.jpg

Il Cavallino Rampante, simbolo di coraggio e temerarietà, era originariamente l'emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, che l'asso della prima guerra mondiale faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca[7].

Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse la prima edizione del Gran premio del Circuito del Savio[8] (Savio è una frazione di Ravenna), e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre dell'aviatore lughese. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il Cavallino Rampante sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna. La prima corsa nella quale l'Alfa permise di utilizzare a Ferrari il cavallino sulle macchine della Scuderia fu la 24 ore di Spa del 1932. L'Alfa, con il simbolo del cavallino rampante, vinse in quell'occasione.

Nel 1945 Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, (1889-1978) giovane incisore milanese ancora oggi ricordato come uno tra i più apprezzati incisori del secolo scorso. Nel progetto ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), viene aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Fu sempre Eligio Gerosa che nel 1947 disegnò il logo ufficiale della scuderia con un cavallino più snello e riproporzionato nelle dimensioni che con lo zoccolo sovrasta la barretta allungata della F. Il Cavallino Rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. Il Cavallino Rampante è un marchio registrato della Ferrari.

Nel 2014, per la seconda volta consecutiva, il marchio del cavallino (dicitura Ferrari più logo del cavallino rampante su sfondo giallo quadrato con bande tricolori) viene riconosciuto come brand più influente al mondo in assoluto (superando ancora una volta Coca Cola) secondo l’annuale classifica di Brand-finance. Il riconoscimento viene supportato da tale motivazione: <il Cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade. Nel suo paese natale e tra i suoi molti ammiratori in tutto il mondo la Ferrari ispira molto più della lealtà al brand, più di un culto e una devozione quasi religiosa>>[1]. Il marchio Ferrari è anche il 35° di maggior valore al mondo (valutato quattro miliardi di dollari).

Rosso Corsa Modifica

Template:Vedi anche

Fin dagli anni venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo era il colore consueto per le vetture italiane che gareggiavano in campionati automobilistici, in base ad un provvedimento, preso durante le due guerre mondiali, dall'associazione che in seguito verrà chiamata FIA; nello schema della federazione, tra le altre, le auto francesi erano blu, le tedesche bianche, e le inglesi verdi.

La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come rosso Alfa) ad una tinta notevolmente più accesa, nota come rosso corsa. Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di Formula 1, dopo l'acquisizione da parte del Gruppo Fiat, ci sono state variazioni di tonalità, di anno in anno più chiare o più scure, assecondando gli interessi degli sponsor.

Vetture Modifica

Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato, opera di illustri progettisti e designer di primo piano del novecento e duemila, hanno stretto negli anni una forte collaborazione stilistica con la Pininfarina. Sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi di tutto il mondo (tanto che l'azienda ha deciso di limitare la produzione per mantenere l'esclusività[9]), particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati dell'Est e dell'Oriente. Altri designer e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12.

Nel luglio 2009 è stata presentata in anteprima la Ferrari 458 Italia, entrata in produzione nel 2010. In seguito sono state presentate la 599 GTO e la SA Aperta, costruita in 80 esemplari per celebrare gli 80 anni di Pininfarina.

Stradali Modifica

In produzione Modifica

Template:MultiCol 8 cilindri:

12 cilindri:

Template:ColBreak

File:" 13 - ITALY - Ferrari F12berlinetta - XXIII Compasso d'oro ADI - premio per il design italiano - italian design prize.jpg

Template:EndMultiCol

Tutti i modelli stradali Ferrari Modifica

Template:MultiCol

Anno Modello
1948 166 Inter
1951 195 Inter
1951 212 Inter
1952 342 America
1953 250 Europa
1953 375 America
1954 250 GT
1956 410 Superamerica
1957 250 GT California
1959 250 GT Cabriolet
1960 400 Superamerica
1960 250 GT 2+2
1962 250 GTO
1962 250 GTL
1964 275 GTB
1964 275 GTS
1964 330 GT 2+2
1964 500 Superfast
1966 275 GTB/4
1966 275 GTS/4
1966 330 GTC
1966 330 GTS
1966 365 P Speciale
1966 365 California
1967 365 GT 2+2
1967 Dino 206 GT
1968 365 GTC
1968 365 GTS
1968 365 GTB/4
1969 365 GTS/4
1969 Dino 246 GT
1969 Dino 246 GTS
1971 365 GTC4
1971 365 GT4 BB
1972 246 GTS
1972 365 GT4 2+2
1973 Dino 308 GT4
1975 Dino 208 GT4
1975 308 GTB
1976 308 GT4

Template:ColBreak

Anno Modello
1976 400 Automatic
1976 400 GT
1976 512 BB
1977 308 GTS
1979 400i Automatic
1979 400i GT
1980 208 GTB
1980 208 GTS
1980 308 GTBi
1980 308 GTSi
1980 Mondial 8
1981 512 BBi
1982 208 GTB Turbo
1982 208 GTS Turbo
1982 308 GTB Quattrovalvole
1982 308 GTS Quattrovalvole
1982 Mondial Quattrovalvole
1983 Mondial QV Cabriolet
1984 GTO
1984 Testarossa
1985 328 GTB
1985 328 GTS
1985 412 Automatic
1985 412 GT
1985 Mondial 3.2 GTB
1985 Mondial 3.2 GTS
1986 GTB Turbo
1986 GTS Turbo
1987 F40
1989 348 TB
1989 348 TS
1989 Mondial T
1989 Mondial T Cabriolet
1991 512 TR
1992 456 GT
1992 456 GTA
1993 348 GTB
1993 348 GTB
1993 348 GTS
1994 F355 Berlinetta

Template:ColBreak

Anno Modello
1994 F355 GTS
1994 F355 GTS
1994 F512 M
1995 F50
1995 F355 Spider
1996 550 Maranello
1997 355 F1 Berlinetta
1997 355 F1 GTS
1997 355 F1 Spider
1998 456M GT
1998 456M GTA
1999 360 Modena
2000 360 Spider
2001 550 Barchetta
2002 575M Maranello
2002 Enzo
2003 360 Challenge Stradale
2004 612 Scaglietti
2004 F430
2005 F430 Spider
2005 575 Superamerica
2007 599 GTB Fiorano
2007 612 Scaglietti "Sessanta"
2008 F430 Scuderia
2008 California
2008 Scuderia Spider 16M
2009 458 Italia
2010 599 GTO
2010 SA Aperta
2011 FF
2011 599 GTB Fiorano HGTE
2011 458 Spider
2012 F12berlinetta
2012 458 20th Anniversary Special Edition
2013 LaFerrari
2013 458 Speciale
2014 California T
2014 458 Speciale A
2015 488 GTB

Template:EndMultiCol

Da competizione ed utilizzo esclusivo in pista Modifica

F1 Modifica

In produzione Modifica

Altre competizioni Modifica

Fuori produzione Modifica

F1, F2 ed altre monoposto Modifica

Template:Div col end

  • Ferrari F14-T (2014)

("P" indica che la vettura ha vinto il Titolo mondiale Piloti, "C" che ha vinto quello Costruttori.)

XX Programmes Modifica

Il programma FXX prevede:

Altre competizioni Modifica

Template:MultiCol

Anno Modello
1947 125 S
1947 159 S
1947 166 SC
1948 166 S
1948 166 Inter Sport
1948 166 Inter Corsa
1948 166 MM
1950 195 S
1950 275 S
1950 340 America
1951 212 Export
1952 225 S
1952 250 S
1952 340 Mexico
1952 Ferrari 375 Indy
1953 250 MM
1953 340 MM
1953 375 MM
1953 625 TF
1953 500 Mondial
1953 735 S
1954 750 Monza
1954 250 Monza
1954 375 Plus
1955 376 S
1955 735 LM
1955 857 S
1956 500 TR
1956 625 LM
1956 860 Monza
1956 410 S
1956 290 MM
1956 250 GT Berlinetta TDF
1957 500 TRC
1957 290 S
1957 315 S
1957 335 S
1957 250 Testa Rossa
1958 Dino 196 S
1958 Dino 296 S
1958 312 S
1958 412 S
1958 412 MI
1959 250 GT Berlinetta passo corto
1960 Dino 246 S
1961 246 SP
1962 196 SP
1962 286 SP
1962 248 SP
1962 268 SP
1962 250 GTO

Template:ColBreak

Anno Modello
1962 330 LM
1962 330 TR
1963 250 P
1963 330 P
1963 250 LM
1964 275 P
1965 275 GTB Competizione
1965 275 P2
1965 330 P2
1965 365 P2
1965 Dino 166 P
1965 Dino 206 SP
1966 Dino 206 S
1966 365 P2/3
1966 330 P3
1967 330 P4
1967 412 P
1967 350 Can Am
1968 612 Can Am
1969 212 E
1969 312 P
1970 512 S
1970 512 M
1971 312 PB
1971 712 Can Am
1971 365 GTB4 Competizione
1978 512 BB LM
1988 F40 LM
1989 F40 Competizione
1993 348 Challenge
1994 333 SP
1994 F40 GTE
1995 F355 Challenge
1996 F50 GT
1999 550 GT
2000 360 Challenge
2001 550 GTS
2002 360 GT
2003 575 GTC
2003 550 GTO
2004 360 GTC
2005 FXX
2006 F430 Challenge
2006 F430 GTC
2006 F430 GT3
2008 F430 Scuderia GT3

Template:ColBreak

File:RL 1958 Ferrari 250 Testa Rossa 34.JPG
File:1962 Ferrari 250 GTO 34 2.jpg
File:Ferrari Coupe 250 LM 1964 Mulhouse FRA 001.JPG
File:Horag Hotz Ferrari 333 SP.jpg

Template:EndMultiCol

Prototipi Modifica

File:Fale Milano 83.jpg

One-off Modifica

Dati finanziari Modifica

Template:Da aggiornare Nell'anno fiscale 2011 Ferrari S.p.A. ha venduto 7.195 vetture per un fatturato di 2,251 miliardi di euro.[10] Nel 2012 Ferrari ha venduto 7.318 vetture, con un aumento del 4,5% rispetto al 2011. Mercato più attivo si riconferma essere il Nord America con oltre 2000 vetture vendute e una crescita del 14,6% rispetto all'anno precedente[11] La società, nel 2013, ha deciso di limitare la produzione per mantenere l'esclusività del marchio.[9]

Bibliografia Modifica

  • Giulio Rancati, Franco Carsico, Ferrari che macchine, Milano, EIM, 1996.
  • Luca Dal Monte-Umberto Zapelloni, La Rossa e le Altre, Baldini & Castoldi, 2000
  • Sergio Massaro, Ferrari, un mito, Demetra, 2002, ISBN 88-440-2558-2
  • Paolo D'Alessio, Fantastic Ferrari, Gribaudo, 2004, ISBN 88-8058-881-8

Note Modifica

  1. 1,0 1,1 Template:Cita web
  2. Marchio Ferrari più famoso al mondo batte la concorrenza di Coca cola e Google
  3. Franco Cortese su “virtualcar.it”
  4. Template:Cita web
  5. Fiat riacquista il 5% di Ferrari venduto agli arabi.
  6. Template:Cita web
  7. Così Antonio Duma in Quelli del Cavallino Rampante. Storia del 4º Stormo Caccia, Vol.I Dalle origini all'armistizio (Roma, Edizioni Rivista Aeronautica-Ufficio Storico Aeronautica Militare, 2007), pp. 22, 55-56. Il generale Duma, già comandante del 4° e suo massimo storico, conclude però affermando che «la stessa forza che ha trasmesso ai posteri il cavallino di Baracca non avrebbe consentito che il colore dello stesso venisse variato. E se è giunto a noi nero, tale doveva essere all'origine».
  8. Template:Cita web
  9. 9,0 9,1 Template:Cita web
  10. Template:Cita web
  11. Template:Cita web

Collegamenti esterni Modifica

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