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L'evasione fiscale in Italia è un tasto dolente. Perchè cercare di far pagare le tasse ai ricchi e meno ai poveri (e non tutti i politici hanno quest'obbiettivo, inutile dirlo) è una nobile occupazione, ma sostanzialmente inutile e sicuramente senza esito (mai visto piovere verso l'alto?). Inoltre vi sono i lavoratori autonomi che vivono nel lusso ed evadono e lavoratori autonomi che lavorano 22 ore al giorno, guadagnano poco e quel poco necessariamente evadendo. E' evidente che bisogna colpire i primi ed aiutare i secondi; ma come distinguere? Osservare il tenore di vita mi sembra un buon inizio. Per di più è una triste verità che le grandi multinazionali e i veri ricchi prendono la sede socetaria dove si paga di meno al mondo (paradisi fiscali, ecc) e qui entrano criminalità organizzata e diritto internazionale. Apparentemente l'unico modo per mantenere la presenza di grossi capitali nel proprio Stato è agevolarli fiscalmente, ma far pagare solo la povera gente grida vendetta al cielo: un colpo al cerchio e uno alla botte, bisognerebbe avere un fisco equo (si fa pagare mediamente sia i ricchi che i poveri). Non dico sia facile creare delle procedure fiscali al contempo semplici ed eque (una cosa in genere esclude l'altra) ma oggi ci sono i computer che danno una grossa mano.

Per me un politico che riuscisse a modellare un fisco equo prenderebbe molti voti (la maggior parte della gente lavora come dipendente, sia pubblico che privato, e in entrambi i casi non ha scampo nel pagare le tasse).