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Lily Lapenna ha 31 anni, 22 dipendenti-collaboratori, due passaporti in tasca (è nata a Londra da famiglia italiana), un fidanzato originario del Bangladesh che fa il regista, circa 30 mila giovani “clienti” coinvolti nei progetti di microfinanza avviati in 168 scuole inglesi e in mezzo mondo, dalla Colombia al Kenia, dal Nepal al Ghana. Nel 2007 ha inventato e costruito da zero “MyBnk” , una “social enterprise” (come dice lei) che si ispira ai principi di Muhammad Yunus, l’economista bengalese che ha lanciato la formula del microcredito, fondando la Grameen Bank. Nel mondo di Lily tutti i numeri sono incredibilmente piccoli e i risultati sorprendentemente grandi: ha cominciato con un gruppo di volontari, un sito Internet e un finanziamento di 19 mila sterline (21.600 euro) concesso da una fondazione inglese cui è semplicemente piaciuto il suo progetto. Oggi “MyBnk” è partner delle più importanti Ong (organizzazioni non governative), come “Save the children” , e può contare sull’appoggio di 21 sponsor, tra cui istituti finanziari come J. P. Morgan, Rothschild &Sons, Deutsche Bank, Britannia. Nel frattempo Lily è stata inserita dal “World economic forum” nella lista dei 190 giovani “global leader” . E “My-Bnk” continua a crescere. Il meccanismo è molto semplice: una comunità di ragazzi, spesso una scuola, si organizza in rete, cominciando a raccogliere risparmio con regolarità. Chi deposita riavrà indietro i soldi dopo una media di 7/12 settimane, ma senza alcun tasso di interesse. In compenso il denaro accumulato (in un anno, mediamente, circa 10 mila euro) viene prestato ai giovani della stessa comunità, anche questa volta a tasso zero, per importi di taglia diversa: da 10 fino a 1.000 sterline. Commenta Lily: “Lo so, non è facile immaginare quante cose riescono a fare i ragazzi con queste somme. Si mettono insieme, diventano microimprenditori, commerciano” . E allo stesso modo non è facile immaginare quante cose (e quanto in fretta) abbia fatto questa giovane donna in neanche dieci anni. C’è da sperare che già da bambina non avesse il poster di Yunus sui muri della cameretta. “Ma no, casomai ho cercato di seguire l’esempio di mio nonno, che faceva l’avvocato a Teramo e si prendeva cura delle persone più trascurate” . Madre abruzzese, padre romano: una coppia che vive e lavora tra Londra, l’Abruzzo e la Svizzera. Lily è cresciuta nella “fase londinese” e i genitori le hanno offerto un percorso d’élite: scuole base inglesi, liceo in lingua francese al college Charles De Gaulle. La facoltà universitaria, invece, l’ha scelta lei, la Soas, The School of oriental and african studies. Ma prima ancora di mettere piede in aula, a 18 anni, la ragazza si tuffa in un’avventura estrema: nove mesi a seguire un progetto di istruzione rurale nello Zimbabwe. “Nove mesi fondamentali, senza acqua e senza luce”. Quando torna a Londra Lily è ancora più determinata (e sorridente) di prima. Attacca il corso di laurea con grande appetito, ma alla fine si ritrova in mano con un deludente pezzo di carta: “Non mi convinceva l’approccio della cooperazione tradizionale, che pensa di poter sempre spiegare tutto agli altri”. Tre giorni dopo la laurea è già in volo verso Dacca, la capitale del dimenticato Bangladesh. In una comunità rurale (alla periferia della periferia) Lily vede all’opera, per la prima volta, il “metodo Yunus”. Il microcredito aveva trasformato donne primordiali in “operatrici economiche” che vendevano uova e tessevano sari. Nel Di nuovo a Londra, con un piano sempre più preciso: trapiantare la formula del microcredito “tra i giovani più svantaggiati delle grandi città”. Lily sceglie una delle scuole più a rischio, l’istituto tecnico di Bethnal Green, nel quartiere di Tower Hamlets. “MyBnk” nasce così, con uno spirito a metà tra la scuola di Barbiana e un film di Ken Loach.

Collegamenti esterniModifica

http://www.mybnk.org

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