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Poste italiane S.p.A. è la più grande azienda di servizi italiana[1].

Venne fondata nel 1862 come azienda autonoma che gestiva in monopolio i servizi postali e telegrafici per conto dello Stato, ad oggi è una società per azioni il cui capitale è detenuto al 100% dallo Stato italiano attraverso il Ministero dell'Economia e delle Finanze. La società è posta sotto il controllo e la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, già Ministero delle Comunicazioni, ha un organico di circa 150 000 dipendenti ed un utile netto di 846 milioni di euro[2]. Attuale presidente è Giovanni Ialongo; amministratore delegato, Massimo Sarmi.

Storia Modifica

Unificazione d'Italia Modifica

Ereditando l'impostazione iniziale delle "Poste di Sardegna" - il corrispondente servizio del Regno di Sardegna - dopo l'unificazione, le poste inglobarono le aziende di servizi postali dei regni annessi e furono costituite in ente nazionale con la legge sulla Riforma postale n.604 del 5 maggio 1862,.

Primo novecento Modifica

Nel 1889 fu istituito un apposito Ministero delle Poste e Telegrafi[3], incaricato di dotare il territorio nazionale di una rete capillare di uffici presso i quali fosse possibile inoltrare e ricevere corrispondenza (anche telegrafica), effettuare e ricevere chiamate telefoniche e realizzare operazioni finanziarie e di gestione del risparmio; per un certo periodo, inoltre, gli uffici postali svolsero anche il ruolo di sportello per i nascenti servizi elettrici. Nel 1917 nasce il servizio dei conti correnti postali (noto, a partire dal 2000, con il nome BancoPosta[4]). Per alcuni anni le Regie Poste disposero anche l'apertura di uffici postali italiani all'estero.

Prima guerra mondiale Modifica

Con lo sviluppo dell'alfabetizzazione, l'entrata in guerra (la Grande guerra o prima guerra mondiale 1915-1918) e la creazione di nuovi prodotti come i francobolli commemorativi e le cartoline, i servizi postali crebbero in importanza e frequentazione presso l'utenza, garantendo uno sviluppo anche commerciale dell'ente, che ben presto avrebbe incluso fra i suoi servizi anche la posta aerea ed avrebbe operato in contiguità del ristrutturato servizio di posta militare.

Fascismo Modifica

File:Il complesso delle Poste Italiane all'EUR.JPG
File:Poste e Telegrafi Messina.jpg
File:Piazza Saffi.jpg

Nel 1924, durante il fascismo, il Ministero delle Poste e Telegrafi (cui si deve l'abbreviazione "PT") venne trasformato in Ministero delle Comunicazioni e divenne un importante centro di potere, anche per la sua singolare capacità di controllo dei cittadini, messo a servizio della censura, e la rete di servizio venne potenziata con l'acquisizione e la realizzazione di strutture logistiche nuove e specializzate. Con lo sviluppo della telefonia e della radiofonia, il ministero inglobò l'Azienda di Stato per i servizi telefonici (A.S.S.T.) e la nascente EIAR (futura RAI, prima solo radiofonia, e poi televisione) aziende che si affiancarono all'amministrazione postale nel costituire un fronte di enti statali gestori delle comunicazioni fra e verso i cittadini.

Seconda guerra mondiale Modifica

Dopo il secondo conflitto mondiale 1940-1945 le Poste crebbero anche nel valore delle operazioni finanziarie, perfezionando i servizi di risparmio (con i famosi libretti), con le emissioni di titoli, ed acquisendo a scapito del sistema bancario pressoché tutti i pagamenti e le riscossioni dello Stato.

La privatizzazione e la trasformazione in S.p.A. Modifica

File:GenePosta.jpg

All'inizio degli anni ‘90 tanto la Pubblica Amministrazione quanto il servizio postale italiano erano considerati un pezzo del Paese irrecuperabile rispetto ai principi di efficienza e redditività. Il disavanzo di bilancio era ormai endemico così come l'aumento dei costi del personale che nel 1986 assorbivano circa il 93% (di cui il 16% per trattamenti di quiescenza) delle entrate correnti. La produttività per addetto dal 1970 al 1985 si era ridotta del 24% a discapito della qualità dei servizi erogati e con l'unica certezza che alla fine di ogni anno lo Stato interveniva finanziariamente per ripianare una situazione di deficit sempre più critica.

Nel 1994 in Germania circa l'80% della corrispondenza veniva recapitata entro il giorno successivo alla spedizione, mentre in Italia si raggiungeva una quota inferiore al 20% (nel 1989 il tempo medio della corrispondenza era di otto giorni e mezzo).

L'evidente gap nella qualità dei servizi postali erogati tra l'Europa ed il nostro Paese, si tradusse ben presto in un intervento di riforma improcrastinabile che con il decreto legge 1º dicembre 1993 n. 487, poi convertito dalla legge 29 gennaio 1994 n. 71, portò ad una radicale trasformazione di Poste italiane da Amministrazione Autonoma a ente pubblico economico, prevedendo inoltre un ulteriore passaggio a S.p.A. entro il 1996 (concretizzatosi poi il 28 febbraio 1998). Il processo di trasformazione avviato presumeva l'adozione nella gestione dell'EPI (Ente poste italiane) del principio di efficienza produttiva, il recupero della qualità dei servizi e, infine, il risanamento economico e finanziario.

Si giunse in questo modo al contenimento graduale del disavanzo di circa 4.500 miliardi di lire nel 1993, attraverso politiche di riduzione dei costi di produzione (l'80% dei quali era dovuto al personale), un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di servizi alla P.A., un riordino del sistema tariffario, fino a raggiungere nel 2001 un risultato netto positivo. Il cambiamento del modello organizzativo mise però fortemente in discussione, sul piano politico-gestionale, l'equilibrio su cui si basava la vecchia amministrazione postale, ovvero:

  • una classe politica che troppo spesso attribuiva all'ente finalità di sostegno dell'occupazione e del reddito, arrivando talvolta ad orientare le risorse e gli investimenti in determinate aree di influenza elettorale;
  • il mondo dell'industria che traeva profitto dal monopolio in diverse maniere, da mercati protetti a servizi mirati offerti dall'amministrazione postale a prezzi politici;
  • le OO.SS. nazionali e locali, in possesso di un'ampia delega nella gestione dell'organizzazione e dunque del consenso interno.

Gli elementi sin qui analizzati resero in definitiva la trasformazione in società per azioni di Poste una tappa necessaria (l'alternativa poteva essere ad es. il taglio delle attività meno redditizie, abdicando a discapito del servizio universale) e spianarono la strada per un abbandono delle logiche pubblicistiche passate e per intraprendere un nuovo rapporto con lo Stato - costruito di fatto sul Contratto di Programma (Obbligo del Servizio Universale) - più prossimo a principi aziendali di maggiore autonomia tariffaria e relazioni con il personale meno politicizzato (fenomeno ridimensionato, ma nei fatti ancora presente).

Storia recente Modifica

1997 Modifica

Il bilancio per il 1997 chiudeva con una perdita di 777 miliardi di lire, in recupero rispetto al rosso di 893 miliardi di lire registrato nel 1996[5].

Nel novembre 1997, la Direttiva Prodi sui servizi postali assegna a Poste Italiane il compito di migliorare la qualità del servizio raggiungendo anche, tramite una nuova offerta di servizi, il pareggio dei costi di gestione della rete postale. Ciò avrebbe evitato, di conseguenza, tagli di personale e aumenti tariffari.

La Direttiva aveva lo scopo di eliminare le disfunzioni del servizio postale italiano, di rendere Poste Italiane un'azienda in grado di contribuire allo sviluppo del Paese, il tutto preservandone le caratteristiche sociali.

In particolare, la direttiva prescriveva:

  • ...che si raggiunga il pareggio del bilancio, sia aumentando del 25% i volumi di traffico postale, a prezzi costanti, sia attraverso il fatturato proveniente dai servizi svolti per la pubblica amministrazione;...
  • ...che siano salvaguardati, attraverso l'aumento dei volumi di traffico postale e della produttività individuale, sia i livelli occupazionali, che il presidio territoriale della rete postale[6].

1998 - 2002: il piano industriale di Corrado Passera e il risanamento Modifica

Nel febbraio 1998 il ministero del Tesoro (Governo Prodi I) nomina Corrado Passeraamministratoredelegatodellaneo-formata Poste Italiane SpA. Il piano industriale di Corrado Passera dal 1998 al 2002 realizzò un taglio del personale di 22.000 unità. D'altra parte, a detta di alcuni esponenti sindacali, si è verificata una precarizzazione dei contratti dei neoassunti, casi di dimissioni per mobbingdiffusoeperil super-carico di lavoro, a causa di un eccesso di tagli al personale spinto che avrebbe fatto mancare anche quote di forza lavoro necessarie. Dal punto di vista dell'azienda, il Fondo Solidarietà ha rappresentato nel lungo termine un risparmio sul costo del lavoro, oltre ad abbassare l'età media del personale. Per 10 anni una quota statale e una trattenuta in busta paga ai neoassunti hanno finanziato gli ultimi due anni di contributi mancanti per il prepensionamento di migliaia di dipendenti. L'operazione, a costo zero per l'impresa, ha sostituito queste uscite con personale sotto i 24 anni con contratti triennali di apprendistato.

Nel 2000 una quota del 20% del capitale sociale della società Bartolini è stata acquisita da Poste Italiane attraverso la sua controllata SDA Express Courier, con conseguente formazione del Consorzio Logistica Pacchi tra le tre aziende per lo smistamento di pacchi sul territorio nazionale. Questo accordo è stato anche oggetto di contestazione da parte delle aziende concorrenti in sede legale, ma si è concluso a favore del consorzio stesso[7].

2002 - 2011: gli anni di Massimo Sarmi: bilanci in utile e innovazione Modifica

Nel maggio del 2002 viene nominato amministratore delegato Massimo Sarmi, poi confermato altre tre volte nel 2005, nel 2008 e nel 2011. Sarmi punta a creare valore e redditività attraverso una strategia di modernizzazione basata sull'innovazione dell'infrastruttura tecnologica e logistica e sull'ampliamento della gamma dei prodotti e dei servizi.
Questa strategia ha portato l'azienda a chiudere bilanci in utile con profitti crescenti per nove anni consecutivi[8].
Grazie all'elevato tasso di redditività, il Gruppo Poste Italiane figura al primo posto tra i grandi operatori postali d’Europa nel 2009 e nel 2010. In questi anni, l'azienda guidata da Massimo Sarmi ha identificato nuove aree di business (come le telecomunicazioni con PosteMobile, l'operatore virtuale di telefonia mobile del Gruppo che conta più di 2 milioni di SIM vendute). Ha inoltre rafforzato il suo ruolo di partner della Pubblica Amministrazione nell'offerta di servizi di interesse pubblico.
Dal 26 aprile 2010, Poste Italiane fornisce ai cittadini italiani la Postacertificat@, la casella email sicura che garantisce valore legale alla corrispondenza on line. E sempre nel 2010 è stato lanciato il servizio che permette ai cittadini di alcuni comuni di richiedere i certificati anagrafici direttamente all'ufficio postale attraverso la rete dei 5740 Sportello Amico[9], un particolare tipo di sportello postale nato per semplificare i rapporti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione[10].
Poste Italiane si è inoltre dotata di un sistema di sale di controllo in grado di monitorare in tempo reale gli uffici postali, la rete logistica e la sicurezza delle comunicazioni digitali, settore nel quale si è anche impegnata a fianco degli organismi di governo nazionali, di agenzie internazionali e di università e centri studi. Particolare importanza hanno acquisito in questi anni i prodotti e i servizi dell'area finanziaria, prima fra tutti la carta prepagata Postepay: introdotta alla fine del 2003, Postepay ha riscosso ben presto un notevole successo, soprattutto tra i giovani, conquistando e mantenendo la prima posizione a livello europeo tra le carte prepagate. Alla Postepay “classica” si sono affiancate in seguito altre versioni destinate a pubblici specifici (es. Postepay twin).
Oltre al conto BancoPosta, l'Azienda offre il conto BancoPostaClick (un conto online), il conto BancoPostapiù (evoluzione del conto classico) e un'ampia gamma di prodotti finanziari (obbligazioni, fondi comuni di investimento, mutui, prestiti personali, buoni postali fruttiferi) e assicurativi attraverso la controllata Poste Vita SpA.

RiconoscimentiModifica

Poste italiane figura dal 2006 tra le "World's Most Admired Companies" della rivista americana Fortune; nel tempo ha registrato una crescita di valutazione che la posiziona, nell'edizione 2012, al quarto posto tra i migliori operatori postali mondiali ed al secondo posto tra le migliori aziende italiane[11].

Poste Italiane, caso storico di livello internazionale secondo uno studio dell'Università BocconiModifica

L'azienda è stata oggetto di una ricerca condotta dall'università Bocconi dal titolo “Innovazione e diversificazione nei servizi pubblici: il caso di Poste Italiane” presentata ad aprile 2012[12]. Secondo la ricerca, il primato raggiunto dall'operatore postale italiano è il risultato "della storia recente di Poste Italiane che è caratterizzata da una prima trasformazione in S.p.A. avvenuta nel 1998, e dalla adozione, negli anni, di piani strategici a partire dai quali l'innovazione è diventata elemento essenziale della Corporate Strategy dell'azienda". Grazie alla forte spinta all'innovazione tecnologica e all'ampliamento del business e dei servizi, Poste Italiane è stata in grado – è quanto emerge dallo studio - di rispondere al calo della domanda nel settore postale che affligge il comparto in tutto il mondo. Una strategia di diversificazione impostata da Poste Italiane con grande anticipo rispetto ad altri operatori europei..."il sentiero evolutivo che Poste Italiane ha intrapreso, ha consentito all'operatore di crescere raggiungendo traguardi importanti anche rispetto agli altri operatori europei. L'impresa ha conseguito, nel corso degli ultimi anni, risultati rilevanti in tutti i settori in cui è entrata. L'ingresso di Poste Italiane in tali mercati, ha attivamente contribuito all'aumento della concorrenza, e la pressione esercitata ha avuto un forte impatto sul benessere dei consumatori non solo in termini monetari ma anche attraverso l'ampliamento dell'offerta di prodotti disponibili sul mercato…", basti pensare alla riduzione dei costi dei conti correnti che hanno dovuto operare le altre banche per essere competitive con BancoPosta o al ricorso alla prepagata anche da parte degli altri istituti di credito...

Accordi internazionaliModifica

Poste Italiane, sotto la guida di Massimo Sarmi, ha siglato partnership internazionali il cui valore complessivo stimato per il biennio 2011-2012 si aggira sui 40-60 milioni di euro[13]. L'Azienda ha puntato a esportare il proprio know how in altri paesi: in particolare sono già stati stretti accordi con Russia[14], Egitto[15], Albania[16] e Libano.

Poste e l'ambienteModifica

Poste Italiane si è impegnata nella riduzione delle emissioni di gas serra e nell'abbattimento dell'inquinamento ambientale e acustico nel servizio di recapito. Dal 2009 circa il 50% dell'intera energia elettrica consumata da Poste Italiane proviene da fonti rinnovabili (secondo i parametri RECS Renewable Energy Certificate System); gli oltre 1300 veicoli bifuel (metano/benzina), rappresentano la flotta di mezzi a metano più grande d’Europa. Nell'ambito del programma UE Intelligent energy for Europe, Poste Italiane è leader, di un progetto che ha l'obiettivo di diminuire l'impatto ambientale dei mezzi di recapito attraverso l'utilizzo di quadricicli a trazione elettrica e ibridi attualmente in uso in molte città italiane[17].

Novità nel RecapitoModifica

A partire da settembre 2010 è stato introdotto il nuovo sistema di recapito[18]. Quando andrà a regime, la consegna della corrispondenza prioritaria, raccomandata e commerciale verrà eseguita dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16. Alcuni servizi, come la cosiddetta "posta a firma" (cioè raccomandate e assicurate), il recapito telegrammi, il messo notificatore, il ritiro a domicilio, ecc. saranno forniti tutti i giorni dalle 14 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14.
Dopo un'iniziale fase di sperimentazione, nel 2010 Poste Italiane ha lanciato il servizio di "postino telematico" in molte città grandi e medie e in una serie di comuni: il portalettere è dotato di un palmare che gli consente di rendere più rapide le operazioni di consegna della corrispondenza e, al tempo stesso, di portare a casa del cliente i principali servizi finanziari dell'ufficio postale[19].

LiberalizzazioneModifica

Il 1º gennaio 2011 il settore postale è stato completamente liberalizzato in gran parte dei paesi dell'UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo, Slovenia e Spagna.

Assegni postali Modifica

Con D.P.R. 298 del 2002 gli assegni postali sono stati equiparati a quelli bancari ai fini delle azioni di regresso e di protesto. Per agevolare ulteriormente l'accettazione degli assegni postali, Poste italiane ha siglato nel 2006 una convenzione con la società di garanzia assegni Centax, che favorisce l'utilizzo degli assegni postali come strumento di pagamento presso tutti gli esercizi commerciali che espongono il marchio Centax.

Sdoganamento Modifica

A partire dal 2005, un accordo con l'Agenzia delle Dogane ha permesso di delegare alle Poste italiane la gestione diretta dello sdoganamento dei pacchetti provenienti dall'estero. A partire dal 2006, è diventata poi drammatica la questione dell'importazione dei pacchi: a causa dell'inadeguatezza delle strutture allestite presso i gatewayinternazionali, i ritardi nelle consegne hanno cominciato ad assumere dimensioni dell'ordine di parecchi mesi, suscitando le vive proteste degli utenti del servizio e catturando l'attenzione di importanti organi di informazione. In particolare va menzionato il disservizio dei gateway di Milano Roserio e Lonate Pozzolochehannoaccumulatoritardi nella consegna di oltre 6 mesi non fornendo, tra l'altro, nessuna spiegazione plausibile. Dal novembre 2006, i diritti di sdoganamento di 5,50 €, giudicati illegittimi da molte associazioni di consumatori, sono stati abrogati, e le Poste italiane si sono impegnate a restituire le cifre versate nel frattempo. Nel febbraio 2008 vengono distrutte 200 tonnellate di posta, in quanto i destinatari risultano trasferiti o sconosciuti. La posta viene mandata al macero a causa della mancata indicazione del mittente.

Operatore mobile virtuale Modifica

Lanciata sul mercato nel novembre del 2007 Postemobile ha conquistato una quota di mercato pari al 50% (2010) tra gli operatori mobili virtuali. Punto di forza dell'azienda sono i servizi e le funzionalità presenti sulla SIM che consentono – associando la SIM a un conto BancoPosta o a una carta Postepay – di ricaricare il telefono, pagare bollettini, inviare telegrammi, trasferire denaro, fare acquisti su internet, pagare i parcheggi, ecc.

La società oggi Modifica

Oggi Poste italiane S.p.A. è una società per azioni il cui capitale è posseduto al 100% dal Ministero dell'Economia. Sino all'anno 2016 (e con possibilità di proroga fino al 2026) la società è tenuta ad erogare il cosiddetto "servizio universale", ovvero è tenuta a fornire alcuni servizi essenziali di consegna di lettere e pacchi ad un prezzo controllato, i cui oneri sono posti in parte a carico dello Stato e in parte a carico di un fondo di compensazione finanziato dagli operatori del settore. La Legge 73/2010 è di recente intervenuta sugli aspetti ordinamentali di questo regime. La società è posta sotto il controllo e la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, già Ministero delle Comunicazioni.

OnorificenzeModifica

  • Conferita il 11/10/2010:

Template:Onorificenze

Il CAP Modifica

Template:Vedi anche

Introduzione 1967 Modifica

Nel 1967 imposero l'adozione del Codice di Avviamento Postale (C.A.P.)[20], col quale il territorio nazionale fu suddiviso in partizioni identificate da un codice a 5 cifre, usato per la distribuzione meccanizzata della posta.

Riforma 2006 Modifica

Il 20 settembre 2006, Poste italiane ha effettuato un aggiornamento per i Codici di Avviamento Postale[21]. Le modifiche prevedono per 27 città la suddivisione in zone postali che ha portato:

  • all'inserimento delle strade di nuova istituzione (dal periodo dell'ultimo aggiornamento, ovvero dal 1997)
  • alla soppressione di CAP inutilizzati
  • alla modifica dei CAP di alcune di queste 27 città
  • alla modifica del CAP per il 10% circa delle strade esistenti

Vi è stato inoltre il cambiamento di CAP per 79 comuni e circa 2400 frazioni. Questa operazione ha fatto inoltre sparire i CAP "generici" in favore di CAP più specifici (ad esempio il CAP "generico" 00100 è stato soppresso in favore di CAP più specifici, come ad esempio 00192, 00195, ecc.). Poste italiane ha inoltre informato l'utenza che i cap verranno aggiornati periodicamente tenendo conto delle variazioni toponomastiche e/o amministrative. Ha destato proteste la decisione dell'azienda di rendere a pagamento il nuovo database contenente i CAP.

Servizi e prodotti Modifica

File:Fiat Panda Poste Italiane front.JPG

Prodotti postali Modifica

La Posta ordinaria è stata abolita con decreto ministeriale[23] dell'allora ministro delle comunicazioni Mario Landolfi, con un conseguente aumento tariffario da 0,45€ a 0,60€ dato dal passaggio al sistema Posta prioritaria

All'interno dei prodotti postali lettere si trova anche il Piego di libri, una spedizione completamente dedicata a chi spedisce libri (sia case editrici sia privati) che mira ad incentivare lo scambio e l'acquisto di libri offrendo tariffe molto basse (sia per il piego di libri ordinario sia per quello raccomandato)[24].

Una novità del 2007 è che le spedizioni Postacelere 1 plus, Paccocelere 1 plus e Paccocelere Maxi nel caso la spedizione non vada a buon fine vengono reinoltrate al mittente con l'onere aggiuntivo delle spese di spedizione per il ritorno al mittente del collo pari a quanto già pagato per la spedizione al destinatario.

Prodotti BancoPosta Modifica

  • Conto e Carte: Conto BancoPosta, Conto BancoPosta più, Conto BancoPostaClick, Carta Postamat Maestro, Carta Postamat Mastercard, Carte prepagate Postepay, Carta di credito BancoPosta Classica e Carta di credito BancoPosta Oro;
  • Investimenti: Fondi BancoPosta, Obbligazioni strutturate, Ramo Vita;
  • Prodotti di risparmio: Buoni Fruttiferi Postali e Libretto di risparmio postale;
  • Finanziamenti: Prestito BancoPosta e Mutuo BancoPosta;
  • Trasferimento Fondi: Vaglia postale, Vaglia online, Vaglia internazionale, BancoPosta MoneyGram ed Eurogiro;

Prodotti assicurativi Modifica

Il Gruppo Assicurativo Postevita, appartiene al più ampio Gruppo Poste Italiane e opera nel campo assicurativo con prodotti vita e danni. Poste Vita S.p.A. e Poste Assicura S.p.A.sonolesocietàdel Gruppo. Template:Vedi anche

Il gruppo Poste italiane Modifica

Dopo la privatizzazione, seguendo l'esempio anche delle aziende europee similari, le Poste italiane hanno acquisito partecipazioni in aziende di trasporto di merci già attive sul territorio nazionale, ampliando ed integrando i servizi offerti alla clientela.

Ad esempio, nel 1998, è entrata integralmente a far parte del gruppo la SDA Express Courier.

Società controllateModifica

  • BancoPosta Fondi S.p.A. SGR - 100%
  • CLP S.c.p.A. - 51
  • Consorzio per i Servizi di Telefonia Mobile S.c.p.A. - 51%
  • Europea Gestioni Immobiliari S.p.A. - 55%
  • Medio Credito Centrale S.p.A. - 100%
  • Mistral Air S.r.l. - 100%
  • Poste Energia S.p.A. - 100%
  • PosteMobile S.p.A. - 100%
  • PosteShop S.p.A. - 100%
  • Poste Tributi S.c.p.A. - 70%
  • PosteTutela S.p.A. - 100%
  • Postevita S.p.A. - 100%
  • Postecom S.p.A. - 100%
  • Postel S.p.A.[2] - 100%
  • SDA Express Courier S.p.A. - 100%

Bilancio 2009Modifica

Il Gruppo Poste Italiane ha conseguito ricavi totali per Template:TA milioni di euro, di cui:

  • Template:TA milioni da servizi assicurativi
  • Template:TA milioni da servizi postali
  • Template:TA milioni da servizi finanziari
  • 531 milioni da altri servizi (Postemobile, Posteshop, permessi di soggiorno, Call Center ecc.)

Ebit di 1,6 miliardi, utili per 904 milioni di euro.

Dispone di Template:TA uffici postali. Nel 2009 ha avuto una giacenza media di Template:TA milioni di euro di conti correnti, Template:TA milioni di libretti postali, Template:TAmilioni di Buoni Fruttiferi Postali. Ha processato 548,65 milioni di bollettini postali, ha erogato 87,46 milioni di pensioni e altri mandati, ha recapitato 2,79 miliardi di lettere (di cui il 90,7% consegnate entro 1 giorno), 253,56 milioni di raccomandate (94,3% consegnate entro 3 giorni) e 33,93 milioni di assicurate/atti giudiziari (98,1% entro 3 giorni)[25].

Bilancio 2010Modifica

Il Gruppo Poste Italiane ha conseguito ricavi totali per Template:TA milioni di euro, di cui:

L'aumento dei ricavi è principalmente imputabile all'incremento della raccolta dei premi assicurativi che ammontano a 9,50 miliardi. Tuttavia, questo miglioramento è stato assorbito dalla riduzione dei ricavi da servizi postali in seguito alla diffusione di forme alternative di comunicazione presso la clientela business, della liberalizzazione dei servizi postali e della riduzione dei contributi statali all'editoria circa la concessione di tariffe agevolate per le spedizioni. Ebit di 1,87 miliardi, utili per 1,01 miliardi, posizione finanziaria netta con un saldo positivo per 1,33 miliardi.

Dispone di una rete di Template:TA uffici postali. Nel 2010 ha avuto una giacenza media di 35,94 miliardi di conti correnti, 97,65 miliardi di libretti postali, 198,48 miliardi di Buoni Fruttiferi Postali. Ha processato 555,35 milioni di bollettini postali, ha erogato 86,69 milioni di pensioni ed altri mandati, ha consegnato 2,61 miliardi di lettere (di cui il 92% entro 1 giorno), 245,19 milioni di raccomandate (il 95,1% entro 3 giorni), 33 milioni di assicurate e atti giudiziari (98,5% entro 3 giorni). Ha Template:TA dipendenti a tempo indeterminato[26].

Bilancio 2011Modifica

Nel 2011 Poste Italiane S.p.A. ha avuto ricavi per 21.69 miliardi:

  • 11.27 miliardi da Servizi Assicurativi
  • 5 miliardi da Servizi Finanziari
  • 4.81 miliardi da Servizi Postali
  • 602 milioni da altri servizi

Ebit di 1.64 miliardi, utili per 846 milioni. Il valore residuo di immobili, impianti e macchinari è pari a 2.78 miliardi, patrimonio netto di 2.84 miliardi, posizione finanziaria netta di 1.19 miliardi, 13992 uffici postali.

Il 94.7% della Posta prioritaria (pari a 1.02 miliardi di lettere nel 2011) viene consegnata in 1 giorno. Il 93.8% delle Raccomandate (229.55 milioni nel 2011) ha tempi di consegna pari a massimo 3 giorni così come il 98.9% delle Assicurate (31.58 milioni nel '11).

Ha processato 526.26 milioni di bollettini, erogato 85.40 milioni di pensioni e altri mandati. Il valore dei libretti postali presso Poste Italiane è pari a 97.65 miliardi, quello dei Buoni Fruttiferi Postali è pari a 198.48 miliardi. Ha 143577 dipendenti.

Il Contratto di Servizio Universale tra Poste Italiane S.p.A. ed il Governo Italiano è pari a 357 milioni di euro.

Poste Italiane S.p.A., Bilancio al 31.12.11

NoteModifica

  1. Poste Italiane fra innovazione e tradizione
  2. Gruppo Poste Italiane: nel Bilancio 2011 utile netto a quota 846 milioni
  3. La Storia delle Poste - 2.6. Il Regno d'Italia
  4. La Storia delle Poste - 4.1. Poste On Line
  5. Passera al vertice delle Poste Spa
  6. [1]
  7. Sentenza dell'autorità garante della concorrenza e del mercato
  8. Template:Cita web
  9. Template:Cita web
  10. Template:Cita web
  11. Template:Cita web
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  13. Template:Cita web
  14. Template:Cita web
  15. Template:Cita web
  16. Template:Cita web
  17. Template:Cita web
  18. Template:Cita web
  19. Template:Cita web
  20. La Storia delle Poste - 3.3. Il Boom
  21. CAP - Le novità 2006
  22. 22,0 22,1 22,2 22,3 22,4 22,5 22,6 servizio eseguito dalla SDA Express Courier
  23. Decreto Ministeriale del 12 maggio 2006 (in G.U. dal 19 maggio 2006)
  24. Piego di libri ordinario e raccomandato « delivery74 blog
  25. Bilancio Poste Italiane S.p.A. al 31.12.2009
  26. Bilancio Poste Italiane S.p.A. al 31.12.2010

Voci correlate Modifica

Collegamenti esterni Modifica

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