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Il riciclaggio della plastica è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti, e consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte sui rifiuti composti da plastica per ottenere nuovo materiale da reimmettere nei processi produttivi.

Tipologie di materiali plasticiModifica

Plastic household items.jpg

Vari oggetti in plastica utilizzati in ambito domestico.

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Le materie plastiche più diffuse sul mercato dei prodotti di consumo sono:

  • PE, polietilene: sacchetti, flaconi per detergenti, giocattoli, pellicole e altri imballi;
  • PP, polipropilene, con usi diversissimi: oggetti per l’arredamento, contenitori per alimenti, flaconi per detersivi e detergenti, moquette, mobili da giardino;
  • PVC, cloruro di polivinile: vaschette per le uova, film, tubi; è anche nelle porte, nelle finestre, nelle piastrelle;
  • PET, polietilentereftalato: bottiglie per bevande, fibre sintetiche, nastri per cassette;
  • PS, polistirene (polistirolo): vaschette per alimenti, posate, piatti, bicchieri;

La raccolta differenziata delle materie plastiche riguarda in particolare gli imballaggi, che costituiscono una percentuale rilevante della plastica contenuta nei rifiuti urbani (oltre il 50%).

All’inizio, tale raccolta riguardava solo le bottiglie e i flaconi. Attualmente, si sta allargando la possibilità di riciclaggio anche di imballaggi in plastica utilizzati per gli alimenti, come sacchetti, scatole, vaschette e pellicole per imballaggi. Gli stessi sacchi in polietilene utilizzati per la raccolta differenziata vengono a loro volta riciclati.

ProcedimentiModifica

Dopo la fase di raccolta differenziata, la plastica viene portata negli impianti di prima selezione e trattamento; viene quindi separata da altre frazioni e impurità, quindi suddivisa per tipologia di polimero. In particolare si selezionano PET e PE, a bassa e alta densità.

Il procedimento di riciclaggio può essere:

  • meccanico, il più comune: si ottengono scaglie o granuli che verranno utilizzati per la produzione di nuovi oggetti. Il materiale ottenuto è tanto migliore quanto più la plastica di partenza è omogenea;
  • chimico, meno comune ma già applicato a livello industriale (ad esempio l'idrolisi del PET): all'opposto della sintesi della materia plastica, questo processo mira a spezzare le molecole base della plastica (polimeri) e ottenere le materie prime (monomeri) di partenza.

ApplicazioniModifica

Il riciclaggio si presta particolarmente alle materie plastiche degli imballaggi. I polimeri che permettono i migliori risultati in termini di recupero sono: PET, PVC, PE.

Nel caso si suddividano le diverse tipologie in modo omogeneo, si ottiene materia prima secondaria, cioè con caratteristiche tecniche e chimiche del riciclato molto simili a quelle iniziali. Alcuni esempi di prodotti:

  • con il PET riciclato: nuovi contenitori non alimentari con l'eccezione di contenitori per acque minerali e bevande analcoliche, fibre per imbottiture, maglioni, "pile", moquette, interni per auto, lastre per imballaggi vari;
  • con il PVC riciclato: tubi, scarichi per l’acqua piovana, raccordi, passacavi, prodotti per il settore edile;
  • con il PE riciclato: contenitori per detergenti, tappi, film per i sacchi della spazzatura, pellicole per imballaggi, casalinghi.

Per acque minerali e bevande analcoliche il riciclo del PET avviene con le modalità stabilite dal Dm 113/2010 che consente l’impiego di polietilentereftalato (Pet) riciclato nella produzione di bottiglie per uso alimentare (con un contenuto massimo del 50 % sul totale), in deroga all'articolo 13 del Dm 21 marzo 1973.

Nel caso di trattamento di diversi tipi di plastica insieme, si ottiene plastica riciclata eterogenea, impiegata ad esempio per produzione di panchine, parchi giochi, recinzioni, arredi per la città, cartellonistica stradale.

Trattamenti alternativiModifica

La plastica non avviata al recupero può essere destinata all'incenerimento, sfruttando la possibilità di recupero energetico.

Se sottoposta invece ad un apposito trattamento, può dare origine a combustibili alternativi, utilizzabili nei forni dei cementifici e per la produzione di energia termoelettrica.

A livello nazionale, esistono opportuni Consorzi di filiera, nati con il Decreto Ronchi, che si occupano del recupero di differenti frazioni merceologiche. Per le materie plastiche, tale entità è il CO.RE.PLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e i Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica). Sul territorio nazionale sono operativi 35 Centri di Selezione di rifiuti di imballaggi in plastica. Il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi in plastica è stato avviato in oltre 6.500 Comuni, la popolazione coinvolta sfiora il 90%.

Cosa conferire nella plasticaModifica

  • bottiglie in plastica
  • flaconi e dispenser
  • vaschette delle uova in plastica
  • cassette ortofrutta
  • film plastici
  • involucri di merendine
  • imballaggi in polistirolo
  • vaschette per verdura o per salumi
  • reti da frutta
  • vasetti dello yogurt
  • shopper in plastica
  • blister trasparenti preformati
  • sacchetti di pasta, patatine, caffè, surgelati...
  • pellicola per alimenti
  • reggette per legatura pacchi
  • film per cluster bottiglie
  • tubetti di plastica per creme, salse, dentifricio (possibilmente aperti e sciacquati)
  • piatti e bicchieri usa e getta
  • grucce appendiabiti in plastica (anche con gancio in metallo)
  • pluriball (bolle d'aria)
  • vasi per vivaisti (per piante da trapiantare)
  • scatole e buste per il confezionamento di abiti
  • vassoi per cioccolatini

Bibliografia Modifica

Voci correlate Modifica

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