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Stemma UniMoRe

L'Università di Modena e Reggio Emilia (acronimo UniMoRe) è un ateneo organizzato secondo un modello a rete di sedi. La sua peculiarità, quindi, è quella di essere sostenuta da un progetto di sviluppo complementare tra due distinti poli accademici. Modena e Reggio Emilia dal 1998 hanno dato avvio a un vasto potenziamento dell'Ateneo che ha portato alla realizzazione fino ad oggi di 12 dipartimenti a Modena e 3 a Reggio nell'Emilia.

Il polo accademico di Modena risale alla tradizione dello storico Studium mutinensis fondato dal comune nel 1175[1][2] con la chiamata di Pillio da Medicina dalla vicina Bologna. Lo studium venne chiuso nel 1338, quando fu sostituito da tre lettorati pubblici che non davano diplomi e furono sospesi intorno al 1590 per mancanza di denaro. Uno studio universitario venne ristabilito a Modena solo a partire dal 1682 e ottene un'autorizzazione imperiale nel 1685.[3]

Il polo accademico di Reggio Emilia, tradizionalmente, si fa risalire alla fondazione di uno studium, per mano del comune, avvenuta nel 1188,[4] quando Jacopo da Mandra siglò un accordo con le autorità locali per trasferirsi con i suoi scolari a Reggio dove avrebbe insegnato diritto. Ma una vera e propria istituzione dell'università reggiana avvenne solo nell'anno 1752 e durò per vent'anni, fino al 1772,[5] quando le venne tolto il diritto di concedere lauree, rimanendo attiva solo come scuola secondaria che concedeva titoli professionali. L'attività universitaria a Reggio Emilia è ripresa solo nel 1998, attraverso la fusione con il polo modenese con il quale ha dato vita all'attuale Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel 2005 l'ateneo reggiano è stato spostato nell'ex caserma Zucchi, oggi Palazzo Dossetti[6], andando incontro ad un miglioramento di locali e di attrezzature; videoproiettori in ogni aula, nuovi laboratori informatici e la possibilità di collegarsi ad Internet wireless (senza fili).

Nel 2008 si è tenuta l'inaugurazione della nuova facoltà di Giurisprudenza, spostata dalla vecchia sede di via Università allo storico complesso dell'ex-convento delle monache di San Geminiano, nella via omonima, per l'occasione completamente restaurato.

Riconoscimenti Modifica

Nel 2007 è stata eletta miglior università pubblica a livello nazionale dal giornale "Il sole 24 ore", mostrando servizi e prestazioni di alto livello, mentre nel 2008 è scesa di due posizioni, dietro al Politecnico di Milano e all'Università di Trieste (classifica del luglio 2008)[7].

Sempre secondo la classifica de Il Sole 24 ore, è risalita al secondo posto nel luglio 2009[8], restando quindi una delle eccellenze italiane.

L'Università fa parte del consorzio interuniversitario CINECA.

Organizzazione Modifica

A seguito dell'approvazione della Legge 240/2010 nel 2012 è stato approvato un nuovo Statuto[9] che ha portato alla riorganizzazione strutturale dell'Ateneo, procedendo alla disattivazione delle facoltà e all'attivazione dei nuovi dipartimenti.[10]

I dipartimenti della sede di Modena si trovano in tre diverse aree della città:

Quelli della sede di Reggio Emilia invece hanno due indirizzi:

Professori insigniModifica

Note Modifica

  1. http://books.google.it/books/about/Storia_dell_Università_di_Modena.html?id=UqQsAAAAMAAJ&redir_esc=y
  2. http://www.tsc4.com/archiviocapitolaremo/AAMO/M_Montecchi_universita_modena.pdf
  3. Paul F. Grenler, The Universities of the Italian Renaissance. Johns Hopkins University Press, 2004. p. 137.
  4. Francesca Bocchi, Gian Maria Varanini (a cura di), L'eredità culturale di Gina Fasoli, atti del convegno di studi per il centenario della nascita, 1905-2005: Bologna-Bassano del Grappa, 24-25-26 novembre 2005, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 2008, p. 223.
  5. Alberto Ferraboschi, Borghesia e potere civico a Reggio Emilia nella seconda metà dell'Ottocento (1859-1889), Rubbettino Editore, 2003, p. 215.
  6. L'intitolazione del palazzo universitario (ex Caserma Zucchi) di via Allegri a Giuseppe Dossetti è avvenuta sabato 9 febbraio 2013.
  7. Articolo del Sole 24 Ore
  8. Classifica del Sole 24 Ore del luglio 2009
  9. Statuto dell'Ateneo
  10. Riorganizzazione dell'Ateneo
  11. Cfr. Giorgio Zanzucchi, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 34 (1988), Treccani.it

Bibliografia Modifica

  • Fernando Vianello, “La Facoltà di Economia e Commercio di Modena”, in: G. Garofalo e A. Graziani (a cura di), La formazione degli economisti in Italia (1950-1975), Bologna, Il Mulino, 2004, ISBN 978-88-15-09567-1.

Voci correlate Modifica

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