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Università-di-Pisa

L'Università degli Studi di Pisa (UniPi) è una delle più antiche e prestigiose università italiane.

Fondata nel 1343 tuttora mantiene una dimensione importante, soprattutto in rapporto al numero di abitanti della città che l'ospita, insieme ad altre istituzioni universitarie, come la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna, con le quali comunque ha stretti rapporti sia in termini di docenti che di servizi in comune. L'Università di Pisa è l'unica università europea a far parte della Universities Research Association, consorzio di università prestigiose, principalmente statunitensi.

Nel 2011 l'Università di Pisa si è piazzata al primo posto tra le università italiane, secondo l'Academic Ranking of World Universities[1][2][3].

StoriaModifica

I primi dati certi sulla presenza a Pisa di scuole di diritto, laiche e monastiche, risalgono alla seconda metà del XII secolo, quando Pisa aveva già raggiunto un ragguardevole sviluppo economico. Nel secolo successivo si trovano i primi documenti che attestano la presenza di dottori di medicina e chirurgia.

File:Cortilegius.jpg

La vera e propria fondazione viene fatta risalire alla bolla In supremae dignitatis[4], siglata da Papa Clemente VI ad Avignone il 3 settembre 1343, dopo che per qualche anno il conte Fazio della Gherardesca aveva lavorato per questa istituzione, chiamando importanti professori a Pisa. Dall'incipit della bolla, In supremae dignitatis specula, deriva l'attuale motto dell'Università. Tuttavia, già dal Settecento, alcuni storici come Angelo Fabroni, così come alcuni del XX secolo, Giuseppe Rossi Sabatini e Nicola Carranza, collocano la data della fondazione qualche anno prima, nel 1338, facendo distinzione tra nascita de facto dell'ateneo e concessione del privilegium. [5]

Pochi mesi dopo, con un'altra bolla, lo stesso Clemente VI, con grande magnanimità nei confronti dell'Università di Pisa, consentiva ai religiosi di frequentare lo Studio, cosa rara per quei tempi. Nel 1355 lo Studio venne riconosciuto anche dall'imperatore Carlo IV.

Negli anni successivi, nonostante le traversie di Pisa, che attraversava guerre e pestilenze, l'Università cresceva, avviando ad esempio anche l'insegnamento della grammatica nel 1369.

Tuttavia la sorte dello Studio doveva seguire quelle della città, che dopo il 1406, data della conquista da parte dei Fiorentini, era semidistrutta e si impoverì enormemente: l'Università dovette chiudere.

Fu Lorenzo de' Medici a riaprire lo Studio nel 1473; tuttavia, in occasione della discesa di Carlo VIII di Francia, la città di Pisa si ribellò al dominio di Firenze (1494); e quando Pisa fu ricondotta nel dominio di Firenze (1509) fu privata della sua Università. Dopo sei anni fu riaperta, ma stentò a tornare grande.

File:555PisaPalazzoAllaGiornata.JPG

Fu merito di Cosimo I de' Medici se lo Studio pisano fu riaperto solennemente il 1º novembre 1543 con un corpo docente qualificato e ben pagato, e un orto botanico che è rimasto uno dei più antichi del mondo. Fu inaugurata anche la sede, il Palazzo della Sapienza, che era stato iniziato da Lorenzo de' Medici oltre mezzo secolo prima e che successivamente è rimasto per secoli la sede storica dello Studio, sino ai giorni nostri. Per volontà degli stessi Medici, l'Ateneo Pisano divenne l'università di riferimento del Granducato di Toscana.[6]

Nel corso del XVII e XVIII secolo l'Ateneo ebbe un lungo periodo di intensa e gloriosa attività, per merito degli eminenti insegnanti che furono chiamati a Pisa. In questo periodo sorsero le nuove cattedre di Fisica e di Chimica, vennero ampliati l'Orto botanico e il Museo di Scienze Naturali e fu terminata la Specola.

File:Pisa Antico Istituto di Botanica.JPG

All'inizio del XIX secolo nacque la cattedra di Clinica chirurgica e la prima facoltà di Agraria, quest'ultima ad opera di Cosimo Ridolfi. Dal 1° al 15 ottobre 1839 Pisa fu la sede del primo Congresso degli Scienziati italiani, a cui parteciparono oltre quattrocento studiosi, a testimonianza dell'importanza dell'ateneo in ambito scientifico. A partire dal 1850 si svilupparono gli insegnamenti ingegneristici con l'istituzione dei corsi di laurea in Ingegneria civile e in Architettura, seguiti dall'istituzione del primo corso di applicazione per ingegneri nel 1875, dalla Scuola di applicazione nel 1913 e, infine, della facoltà vera e propria nel 1935.

Con la legge del 31 luglio 1862 l'Ateneo pisano venne riconosciuta come una delle sei università primarie nazionali, insieme all'Università di Bologna, Pavia, Torino, Napoli e Palermo. Mentre fu riconosciuta come università di rango dalla riforma Gentile del 1923.

In tempi recenti, è stata la prima Università italiana ad avere un corso di laurea in Scienze dell'Informazione. Nell'ottobre 2008 è stata epicentro di un intenso ed eterogeneo movimento critico nei confronti delle riforme scolastica ed universitaria attuate dal governo Berlusconi. Nel 2010, in opposizione al DDL Gelmini, si sono sviluppate rinnovate agitazioni, che hanno portato all'occupazione in segno di protesta delle sedi di numerose facoltà (Lettere, Ingegneria, Medicina, Scienze Politiche, Lingue) e di alcuni luoghi importanti della città (i ponti, l'aeroporto, le stazioni), fino alla stessa Torre pendente, atto che ha attirato l'attenzione dei giornali di tutto il mondo.

Con il nuovo statuto[7], pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 6 marzo 2012, l'università ha sostituito all'articolazione in dodici facoltà (Agraria, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature straniere, Medicina e Chirurgia, Medicina veterinaria, Scienze matematiche, fisiche e naturali e Scienze politiche), quella in venti dipartimenti.

Valutazione triennale della ricerca a cura del CINECA Modifica

File:Francobollopisa.jpg
Risultati della valutazione triennale della ricerca del 2006. Il primo numero indica il posizionamento dell'Università in analisi rispetto al totale delle università con analoga grandezza. La grandezza tra parentesi è stabilita in base al numero di prodotti della ricerca valutata e può essere: mega struttura (con 75 o più prodotti della ricerca), grande struttura (da 25 a 74 prodotti), media struttura (da 10 a 24 prodotti), piccola struttura (fino a 9 prodotti). Il numero alla fine è un rating, cioè un numero tra 0.2 e 1 dato dalle valutazioni (1 equivale alla totalità di prodotti eccellenti, 0.2 equivale alla totalità di prodotti limitati).
Area Posizionamento
01 - Scienze matematiche e informatiche 4/13 (grandi) 0,90
02 - Scienze fisiche 3/7 (grandi) 0,94
03 - Scienze chimiche 2/12 (grandi) 0,91
04 - Scienze della Terra 3/15 (medie) 0,92
05 - Scienze biologiche 13/23 (grandi) 0,82
06 - Scienze mediche 2/15 (grandi) 0,68
07 - Scienze agrarie e veterinarie 9/12 (grandi) 0,68
08 - Ingegneria civile ed architettura 14/15 (medie) 0,65
09 - Ingegneria industriale e dell'informazione 7/10 (grandi) 0,78
10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche 15/23 (grandi) 0,89
11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche 10/15 (medie) 0,75
12 - Scienze giuridiche 4/20 (medie) 0,75
13 - Scienze economiche e statistiche 15/31 (medie) 0,70
14 - Scienze politiche e sociali 14/31 (piccole) 0,66
15a - Scienze e tecnologie per una società dell'informazione e della comunicazione 5/7 (medie) 0,82
15b - Scienze e tecnologie per la qualità e la sicurezza degli alimenti 21/25 (piccole) 0,60
15c - Scienze e tecnologie dei nano/microsistemi 7/9 (medie) 0,77
15d - Scienze e tecnologie aerospaziali 9/11 (piccole) 0,72
15e - Scienze e tecnologie per lo sviluppo e la governance sostenibili: aspetti economici, sociali, energetici ed ambientali 1/15 (piccole) 0,83
15f - Scienze e tecnologie per la valutazione e la valorizzazione dei beni culturali 4/26 (piccole) 0,87

NoteModifica

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  4. Paolo Tronci, Annali Pisani, vol. II, Angelo Valenti, Pisa 1871, p. 57.
  5. Aa.Vv., Storia dell'Università di Pisa: 1343-1737, 2 Voll., Pacini, 2000, p. 5.
  6. Template:Cita web.
  7. http://www.unipi.it/ateneo/governo/regolament/statuto/Statuto.pdf

BibliografiaModifica

  • Giorgio Batini, Album di Pisa, La Nazione, 1972.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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